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Virus

DEFINIZIONE
Per eventuali attacchi terroristici potrebbero essere utilizzati le seguenti famiglie di virus: virus delle febbri emorragiche di Ebola e Marburg (Filoviridae); virus delle febbri emorragiche Lassa, Junin, Machupo (Arenaviridae); virus delle febbri emorragiche Congo-Crimea (Bunyaviridae); virus della Febbre gialla (Flaviviridae); Alphavirus delle Encefaliti Venezuelana, equina orientale, equina occidentale (Togaviridae).

MEZZI DI POSSIBILE DIFFUSIONE
La diffusione e la trasmissione dei virus può essere fatta direttamente per via aerea, mediante l'utilizzo di vettori (zanzare, zecche), oppure con la contaminazione di materiali ed oggetti di uso comune.

RESISTENZA ALL'AMBIENTE
In generale si tratta di virus non molto resistenti nell'ambiente esterno ed il cui ciclo in natura viene mantenuto ad opera di vettori, o di serbatoi di infezione. Non sono stati ancora identificati nel caso dei Filovirus.

FONTI DI CONTAGIO
Nel caso di infezioni da Filovirus, Bunyavirus, Arenavirus il contagio interumano può avvenire per contatto diretto con secrezioni respiratorie ed altri fluidi biologici di persone malate. Nel caso di infezioni da Flavivirus e Tegavirus l'infezione avviene ad opera di vettori, anche se non è possibile escludere il contagio interumano (eventualità comunque rarissima).
E' possibile la trasmissione semidiretta mediante materiali contaminati da fluidi biologici.

MEZZI DI BONIFICA E SMALTIMENTO DEI MATERIALI CONTAMINATI
I materiali contaminati da secrezioni e fluidi biologici di persone infette vanno inceneriti o trattati in autoclave a temperature di 120°C. E' possibile impiegare soluzioni di ipoclorito al 10% di cloro disponibile (100.000 ppm), disinfettanti a base di ammonio quaternario, formaldeide al 4% (formalina al 10%) oppure glutaraldeide al 4% (ph 8-8,5).

PERIODO DI INCUBAZIONE
Dipende dall'agente utilizzato:

  • 2-21 giorni per Ebolavirus
  • 3-9 giorni per il Virus Marburg
  • 7-21 giorni per il Virus Lassa
  • 7-16 giorni per il Virus Junin e Machupo (febbri emorragiche argentina e boliviana)
  • 5-15 giorni per l'Alphavirus

PERIODO DI CONTAGIOSITA'
Nelle forme trasmissibili per contagio interumano il paziente è contagioso fin tanto che il virus è presente nel sangue.
Ciò significa che dal momento del contagio ed in assenza di sintomi si possono avere periodi di contagiosità che possono durare alcuni mesi.

CARATTERISTICHE CLINICHE
Le caratteristiche cliniche delle febbri emorragiche virali e delle encefaliti virali sono, almeno all'inizio, molto simili ed aspecifiche, di tipo similinfluenzale, con febbre, malessere generale, prostrazione, dolori ossei ed articolari.
Nel giro di 1-4 giorni subentrano sintomi che indirizzano verso una diagnosi più precisa e definitiva (esantema, manifestazioni emorragiche, segni neurologici).
La letalità è varia: 50-90% per l'Ebolavirus; 25% per il Virus Marburg; 15-60% per il Virus Lassa; 5-30% per le Febbri Emorragiche argentina e boliviana; 5-15% per Encefalite Orientale; 5-80% per Encefalite Occidentale; 2-50% per Febbre Emorragica Congo-Crimea e 20-50% per la Febbre Gialla (nelle forme itteriche).

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEL MALATO
E' importantissimo l'isolamento stretto in strutture dotate di pressione negativa.
Deve essere effettuata una disinfezione continua di escreti, fluidi e di tutti i materiali che sono stati a contatto con il paziente, inclusi strumenti e materiale di laboratorio, con l'utilizzazione di:

  • a) soluzioni di ipoclorito al 10%,
  • b) fenolo allo 0,5,
  • c) ammonio quaternario,
  • d) formalina,
  • e) trattamento in autoclave,
  • f) termodistruzione.
La disinfezione terminale va fatta con soluzioni di ipoclorito, di fenolo e con formaldeide; le superfici dure vanno spruzzate con disinfettante (ammonio quaternario, fenolo, formalina, cloro) da lasciare agire per almeno 4 ore prima del lavaggio con acqua; quindi disinfezione gassosa con formalina o con ossido di etilene per 6 ore.

TRASPORTO ED EVACUAZIONE DEI PAZIENTI
Il trasporto dei pazienti dovrà essere preferibilmente effettuato per mezzo di barelle-isolatori pressurizzate, dotate di filtri HEPA.
In caso di mancanza di tali dispositivi di trasporto, le parti del veicolo o dell'aeromobile maggiormente esposte a contatto con il paziente e di suoi escreti, dovranno essere rivestite di fogli di plastica, al fine di facilitare le successive operazioni di pulizia e disinfezione.
Dopo il trasporto, i mezzi utilizzati dovranno essere puliti, mediante sfregamento con soluzione di ipoclorito o, preferibilmente, con soluzioni di fenolo, risciacquando dopo un contatto di almeno 30 minuti; si procederà successivamente a disinfezione gassosa con vapori di formaldeide che è comunque altamente sconsigliata nel caso di aeromobili, per il rischio di reazioni chimiche con la strumentazione di bordo.

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEGLI ESPOSTI E/O DEI CONTATTI

  1. Devono essere ricercate ed identificate le possibili fonti di infezione
  2. Deve essere effettuata una stretta sorveglianza di coloro che sono stati probabilmente esposti al virus o che hanno avuto contatti con persone colpite per un periodo di almeno 17 giorni dal contatto
  3. Misurazione della temperatura 2 volte al dì
  4. Isolamento immediato al primo sintomi sospetto

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DI ASSISTENZA
Mezzi di protezione: E' necessario utilizzare indumenti e mezzi di protezione individuale (maschere, doppio paio di guanti, occhiali, soprascarpe) possibilmente monouso durante tutte le fasi di assistenza al malato, compresa l'esecuzione degli esami di laboratorio.

PROCEDURE PER LA RIMOZIONE DEGLI INDUMENTI PROTETTIVI

  • Nell'anticamera della zona contaminata bisogna sciacquare le mani ancora guantate con soluzione di ipoclorito di sodio (NA);
  • rimuovere il camice, il copricapo, le soprascarpe e riporli in un sacco di plastica; la casacca o la tuta, il primo paio di guanti e le soprascarpe, andranno rimossi ciascuno con unico movimento, ripiegandoli dall'interno verso l'esterno;
  • indossare quindi un paio di guanti puliti e riporre gli indumenti protettivi nel sacco di plastica;
  • togliere l'eventuale respiratore, tamponarlo con una spugna o un panno imbevuto in una soluzione di ipoclorito di NA e riporlo nel proprio contenitore;
  • rimuovere il secondo paio di guanti, metterli nel sacco insieme agli altri indumenti e sigillarlo;
  • lavare le mani, spostarsi verso l'area pulita dell'anticamera e porre il sacco di plastica in un altro sacco (tecnica del doppio sacco), sulla cui etichetta andrà indicata la destinazione (autoclave, inceneritore, laboratori).

TERAPIA
Purtroppo la terapia può essere solo di supporto.

 

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Questo piccolo manuale è il risultato di una ricerca che ha come scopo principale quello di dare informazioni, in quanto: "PIU' SI E' CORRETTAMENTE INFORMATI, MEGLIO SI AFFRONTANO LE CALAMITA' E LE EMERGENZE".
Vuole essere un aiuto, per niente esaustivo, per tutti coloro che, nella funzioni di dirigenti di Associazioni o semplici Volontari Soccorritori, debbano iniziare ad affrontare per la prima volta il problema della dotazione di mezzi e presidi necessari ad effettuare un corretto, valido e professionale servizio al cittadino, con la concreta speranza di dover reintegrare il materiale solo perché scaduto di validità.
Si ricorda che in alcuni casi solo la prevenzione e la previsione sono le uniche armi efficaci.

A Voi tutti buon lavoro.

Croce Verde Torino
Squadra Protezione Civile

 

Si ringrazia:

Manzini Massiliano per l'opera di ricerca ed analisi dei dati e per la stesura del documento

Valter Brancaleoni per l'opera di consulenza medica

A.N.P.AS. Comitato Regionale Piemonte per la messa a disposizione dei sistemi informatici

Croce Verde Torino per la messa a disposizione dei sistemi informatici

 

Bibliografia

  • STANDARD FORMATIVO PER IL VOLONTARIO PIEMONTE 118 (D.G.R. 217-46120/95)
  • SITO WWW.SANITA.IT/MALINF (RISCHI BIOLOGICI E MEDICI) del MINISTERO della SALUTE DIREZIONE GENERALE della PREVENZIONE
  • RIFERIMENTI: DIREZIONE GENERALE della SANITA' MILITARE - ISTITUTO di DIFESA NBC
  • MMWR 49 (RR04); 1-14, APRILE 2000 "HEALTH ASPECTS OF BIOLOGICAL AND CHEMICAL WEAPONS", Organizzazione Mondiale della Sanità (Bozza non ufficiale, Agosto 2001)
  • GIANNI ATTARD - DAVIDE D'ORAZIO PERIODICO INFORMATIVO DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - NUMERO 15 - MARZO-APRILE 1999
  • SITO WWW.CLARANCE.COM AREA BIOTERRORISMO
  • SITO WWW.GOVERNO.IT AREA BIOTERRORISMO
  • ALCUNE DEFINIZIONI SONO STATE TRATTE DAL "DIZIONARIO ENCICLOPEDICO ITALIANO"
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