Home arrow Attività arrow Protezione civile arrow Vaiolo
Narrow screen resolution Wide screen resolution default color green color orange color
Vaiolo

DEFINIZIONE
Variola major è un virus a DNA, patogeno soltanto per l'uomo, altamente diffusibile. Era responsabile, prima della sua eradicazione (dichiarazione OMS nel 1980), di altissima morbosità e mortalità, con tasso di attacco tra le popolazioni non sottoposte a vaccinazione di circa il 50%.

MEZZI DI POSSIBILE DIFFUSIONE
Per disseminazione di virus ad opera di velivoli, con formazione di aerosol incolore, inodore e assolutamente invisibile oppure per contaminazione di materiali ed oggetti di uso comune e di diversa natura (per esempio: carta, stoffe, pellami, oggetti di uso comune, ecc; trasmissione indiretta).

RESISTENZA ALL'AMBIENTE
Il virus del vaiolo è stabile se liofilizzato, congelato, o semplicemente conservato in glicerina. Nelle croste il virus del vaiolo è stabile, potendo persistere per 3 settimane a 35°C con umidità relativa del 65%; a 26°C resiste per 8 settimane e per 12 settimane in ambiente molto secco (umidità relativa < 10%). Viene inattivato dal riscaldamento a 55°C per 30 minuti. Poiché il virus vaccino esposto ai raggi ultravioletti viene inattivato in 24 ore (se non protetto da materiale organico), si ritiene che Variola major si comporti nello stesso modo.

FONTI DI CONTAGIO
Il contagio interumano avviene mediante contatti stretti con secrezioni respiratorie, con lesioni cutanee o mucose di persone con vaiolo conclamato o in fase immediatamente pre-eruttiva; la trasmissione semidiretta avviene mediante materiali contaminati da poco tempo. Sebbene il virus rimanga relativamente stabile nel materiale crostoso, studi condotti durante le attività di eradicazione della malattia sembrerebbero smentire la possibilità di infezione attraverso tale fonte, se non a distanza di breve tempo.

MEZZI DI BONIFICA E SMALTIMENTO DEI MATERIALI CONTAMINATI
I materiali contaminati da secrezioni e fluidi biologici di persone infette vanno inceneriti o autoclavati a temperature di 120°C; è possibile impiegare soluzioni di ipoclorito al 10% di cloro disponibile (100.000 ppm) o disinfettanti a base di ammonio quaternario, oppure altre soluzioni disinfettanti come formaldeide al 4% (formalina al 10%) oppure glutaraldeide al 4% (ph 8-8,5).

VIE DI TRASMISSIONE
Per via aerea e/o contatto diretto con materiali contaminati di recente.

PERIODO DI INCUBAZIONE
Da 7 a 17 giorni, solitamente 10-14 giorni; comunemente 10-12 giorni per la comparsa dei primi sintomi, poi altri 2-4 giorni per la comparsa dell'eruzione.

PERIODO DI CONTAGIOSITA'
Il paziente è contagioso dalla comparsa delle prime lesioni alla caduta di tutte le croste; la contagiosità è massima nella prima settimana di malattia a causa dell'elevata concentrazione di virus nella saliva.

CARATTERISTICHE CLINICHE
All'esordio sintomi specifici di tipo simil-influenzale: febbre, malessere generale, prostrazione, dolori ossei ed articolari, cui subentra, nel giro di 2-4 giorni un'eruzione che riguarda mucose e cute, con progressione in stadi successivi di macule, papule, pustole, croste e con possibilità di ondate successive. Nelle zone a loro tempo endemico venivano descritte forme di vaiolo maligno e di vaiolo emorragico, così come forme di vaiolo attenuato "senza esantema". La letalità del vaiolo maggiore era del 20-40%; quella del vaiolo minore, o alastrim, causato dal virus variola minor (forma clinica simile ma più attenuata e decorso benigno) era inferiore all'1%.

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEL MALATO
Isolamento stretto in strutture dotate di pressione negativa.
Disinfezione continua di escreti, fluidi e di tutti i materiali che sono stati a contatto con il paziente, inclusi strumenti e materiale di laboratorio, mediante l'utilizzazione di soluzioni di ipoclorito al 10%, di fenolo allo 0,5, di ammonio quaternario, di formalina, trattamento in autoclave, oppure termodistruzione.
Occorre effettuare la disinfezione terminale con soluzioni di ipoclorito o di fenolo e con formaldeide; le superfici dure vanno spruzzate con disinfettante (ammonio quaternario, fenolo, formalina, cloro) che deve agire per almeno 4 ore prima del lavaggio con acqua; la disinfezione gassosa, invece, va fatta con formalina o con ossido di etilene per 6 ore.

TRASPORTO ED EVACUAZIONE DEI PAZIENTI
Il trasporto dei pazienti dovrà essere preferibilmente effettuato per mezzo di barelle-isolatori presurizzate, dotate di filtri High Efficiency Particulate Air (HEPA).
In caso di mancanza di tali dispositivi di trasporto, le parti del veicolo o dell'aeromobile maggiormente esposte a contatto con il paziente e di suoi escreti, dovranno essere rivestite di fogli di plastica, al fine di facilitare le successive operazioni di pulizia e disinfezione.
Dopo il trasporto, i mezzi utilizzati dovranno essere puliti, mediante sfregamento con soluzione di ipoclorito o, preferibilmente, con soluzioni di fenolo, risciacquando dopo un contatto di almeno 30 minuti; si procederà successivamente a disinfezione gassosa con vapori di formaldeide.
La disinfezione con formaldeide è altamente sconsigliata nel caso di aeromobili, per il rischio di reazioni chimiche con la strumentazione di bordo.

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEGLI ESPOSTI E/O DEI CONTATTI

  1. Ricerca ed identificazione di possibili contatti e fonti di infezione
  2. Stretta sorveglianza su coloro che sono stati esposti al contagio
  3. Stretta sorveglianza per almeno 17 giorni dall'ultimo contatto su coloro che sono stati a contatto con casi accertati
  4. Misurazione di temperatura due volte al giorno
  5. Isolamento immediato al primo sintomo sospetto

A causa della mancata disponibilità di vaccino non è più possibile eseguire la profilassi vaccinale pre e/o post-esposizione.

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DI ASSISTENZA
E' assolutamente indicato l'uso di mezzi di protezione in tutte le fasi dell'assistenza al malato: indumenti e mezzi di protezione individuale come maschere, doppio paio di guanti, occhiali e soprascarpe, possibilmente monouso.

Procedure per la rimozione degli indumenti protettivi:

  • nell'anticamera della zona contaminata sciacquare le mani ancora ricoperte dai guanti con soluzione di ipoclorito di sodio (NA);
  • rimuovere il camice, il copricapo, le soprascarpe e riporli in un sacco di plastica; la casacca o la tuta, il primo paio di guanti e le soprascarpe, andranno rimossi ciascuno con unico movimento, ripiegandoli dall'interno verso l'esterno;
  • indossare quindi un paio di guanti puliti e riporre gli indumenti protettivi nel sacco di plastica;
  • togliere l'eventuale respiratore, tamponarlo con una spugna o un panno imbevuto in una soluzione di ipoclorito di NA e riporlo nel proprio contenitore;
  • rimuovere il secondo paio di guanti e metterli nel sacco insieme agli altri indumenti, e sigillarlo;
  • lavare le mani, spostarsi verso l'area pulita dell'anticamera e porre il sacco di plastica in un altro sacco (tecnica del doppio sacco), sulla cui etichetta andrà indicata la destinazione (autoclave, inceneritore, laboratori).

TERAPIA
Unitamente alla prescritta terapia farmacologica potrebbe essere necessario un supporto rianimatorio.

AddThis Social Bookmark Button