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Quali sono i mezzi che potrebbero essere utilizzati per portare tali attacchi? Gli attacchi potrebbero essere portati sia con metodi "tradizionali" come per esempio una bomba, o con metodi "non tradizionali" e decisamente più subdoli, come per esempio disperdere delle sostanze nell'aria, nell'acqua o negli alimenti. Le vie di propagazione sono numerose ed è impossibile elencarle tutte: se ipotizziamo di creare danni alle persone con elementi radioattivi, sarebbe sufficiente depositare l'elemento radioattivo, anche solo per pochi istanti, in un luogo molto frequentato; si colpirebbero così numerose persone e gli effetti di tale contaminazione si potrebbero ritrovare anche a distanza di tempo. Sicuramente lo scenario descritto non interessa i terroristi in quanto il loro interesse è di ottenere un risultato evidente in un brevissimo tempo. Cosa si può fare in emergenza? Bisogna distinguere subito due casi: - Attacco N.B.C. TRADIZIONALE
- Attacco N.B.C. NON TRADIZIONALE
Nel primo caso si dovrà principalmente portare soccorso alle persone coinvolte e solo in un secondo momento si dovrà valutare la presenza di fattori collaterali. Questi ultimi dovranno essere valutati sia sullo scenario dell'evento (odori particolari, colori dei fumi, etc.) sia osservando le caratteristiche morfologiche delle ferite degli infortunati. Entrambe queste valutazioni sono indispensabili per l'individuazione degli agenti utilizzati.
Nel secondo caso a seconda degli agenti utilizzati distinguiamo due ipotesi: - A - nel caso di agenti nucleari o biologici, l'entità e la gravità dell'attacco nonché il fattore eziologico utilizzato potranno essere identificati solo dopo un periodo variabile al variare delle caratteristiche proprie di ciò che è stato utilizzato (per esempio la virulenza e/o il periodo di incubazione di un batterio o di un virus e la quantità e la qualità delle radiazioni emesse). Sarà solo dopo la diagnosi che dovranno essere messe in atto tutte le misure precauzionali e la profilassi previste dai sanitari e/o dalle autorità preposte.
- B - nel caso invece di elementi chimici, il soccorritore dovrà porre particolare attenzione ad alcuni segnali prima di intervenire, ciò al fine di mettere in atto tutte le misure preventive necessarie a salvaguardare la propria ed altrui incolumità.
Un eventuale attacco chimico è quindi da considerarsi estremamente pericoloso, in quanto può coinvolgere un gran numero di persone, beni mobili ed immobili situati nella zona, nonché il sotto suolo, le acque e l'aria. I danni causati possono essere diversi; ustioni, e lesioni da caustici per l'uomo; crolli, danneggiamenti e contaminazioni tossiche per l'ambiente. Composti chimici diversi danno effetti diversi: - se inalati, ingeriti e/o assorbiti per via cutanea nell'organismo umano;
- se liberano grandi quantità di energia termica (sostanze infiammabili);
- se liberano grandi quantità di energia dinamica (sostanze esplosive).
Semplificando, si possono suddividere i vari composti chimici in categorie rispetto agli effetti causati: - AGENTI NERVINI
- AGGRESSIVI ENZIMATICI (TOSSICI DEL SANGUE)
- AGENTI VESCICANTI
- AGENTI IRRITANTI
- AGENTI PNEUMOTOSSICI O SOFFOCANTI
- AGENTI INCAPACITANTI
Riteniamo utile per ogni categoria riportare: - le vie di assorbimento
- la sintomatologia
- il meccanismo di azione
Ciò in quanto utile strumento di informazione, una volta rilevato dall'osservazione delle vittime, da comunicare ai sanitari della C.O. 118. Questi ultimi, individuate le sostanze in causa, potranno impartire le dovute indicazioni precauzionali. AGENTI NERVINI Sono comunemente definiti agenti "nervini" (o "anticolinesterasi") quei composti organici fosforati che nei muscoli agiscono direttamente sull'enzima colinesterasi a livello della placca neuromotrice bloccando la trasmissione dell'impulso neuro-chimico. Esempi di agenti nervini sono il tristemente famoso SARIM (incolore, liquido ed aeriforme; usato negli attentati della metropolitana di Tokio del 1995) ed il VX (liquido color ombra). ASSORBIMENTO L'assorbimento può avvenire per ingestione, per via inalatoria, percutanea, e attraverso la mucosa oculare. SINTOMATOLOGIA Si può osservare: pupille miotiche, con visione oscurata ed annebbiata. Difficoltà respiratoria con dolori retrosternali. Tachicardia. Ipersecrezione delle ghiandole nasali e salivari. Nausea, vomito e perdita del controllo degli sfinteri. Convulsioni generalizzate di tipo simil epilettico. Insufficienza respiratoria acuta. Depressione dei centri bulbari fino all'asfissia. I sintomi riferiti alle pupille, al corpo ciliare, alle mucose nasali, agli apparati gastroenterico cardiovascolare e broncopolmonare, alle ghiandole salivari, lacrimali, sudoripare ed alla vescica si manifestano a basse concentrazioni. I sintomi riferiti all'apparato muscolare striato, ai gangli simpatici e quelli che interessano il Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.) insorgono con alte concentrazioni. MECCANISMO D'AZIONE Inattivazione delle colinesterasi con conseguente blocco neuromuscolare. TERAPIA Può rendersi necessaria una terapia rianimatoria. Lavare le zone del corpo contaminate.
AGGRESSIVI ENZIMATICI (TOSSICI DEL SANGUE) Sono composti chimici di natura eterogenea, che opportunamente diffusi nell'ambiente, determinano un quadro di intossicazione sistemica, molto spesso irreversibile, mediante interferenza biochimica su tappe enzimatiche dei cicli cellulari. Occorre segnalare che a causa della volatilità, il loro impiego è realizzato in associazione con IPRITE TECNICA (HD), in forma solida biancastra o liquida giallo-bruna, al fine di ottenere una maggiore persistenza. Esempi di agenti aggressivi enzimatici sono l'HYDROGEN CYANIDE ed il CYANOGEN CLORIDE, hanno odore di mandorla amara. ASSORBIMENTO L'assorbimento può avvenire per via orale, cutanea, inalatoria e più raramente per via parenterale. SINTOMATOLOGIA - A BASSE DOSI: stordimento, cefalea, dispnea, bradicardia, acidosi metabolica.
- AD ALTE DOSI: coma, arresto respiratorio, shock con aritmie fino all'arresto cardiaco.
- CARATTERISTICA: modesta cianosi.
MECCANISMO D'AZIONE Bloccano in maniera irreversibile il ferro trivalente degli enzimi respiratori, creando anossia istotossica. TERAPIA L'unica terapia efficace pare essere purtroppo quella rianimatoria, con respirazione artificiale somministrando ossigeno puro ed eventuale massaggio cardiaco.
AGENTI VESCICANTI MANIFESTAZIONI LOCALI: Hanno un eccezionale potere di penetrazione attraverso legno, cuoio, gomma e tessuti di ogni tipo (anche specifici Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) devono essere sostituiti dopo la contaminazione). Hanno inoltre una rapida idrolisi in acqua, con la quale formano polialcool e acido cloridrico ancora estremamente lesivo. Esempi di agenti vescicanti sono: YPRITE o MOSTARDA SOLFORATA (liquido incolore, con odore di aglio o senape); AZOTOIPRITE [Mostarde Azotate] (liquido con odore di pesce avariato e colore scuro); LEWISITE [Vescicanti Arsenicali] (incolore ed oleosa, presenta odore di olio di geranio). ASSORBIMENTO L'assorbimento può avvenire per via cutanea, inalatoria (attraverso le mucose) e, contaminando il cibo, per via orale. SINTOMATOLOGIA - Per ingestione: nausea, vomito, diarrea sanguinolenta.
Per contatto cutaneo e mucoso: in successione: arrossamento cutaneo indolente, vescicola, bolla, ulcerazione dolente. Lesioni oculari: panoftalmite (infiammazione purulenta dell'uvea e successivamente dell'intero bulbo oculare), cheratite (infiammazione della cornea, che, abitualmente priva di vasi, diviene vascolarizzata ed opaca), dacriocistite (infiammazione del sacco lacrimale) e dacrioadenite (infiammazione della ghiandola lacrimale). Per inalazione: tosse ed alterazioni vocali; dolore retrosternale, bronchite, polmonite, difficoltà respiratorie. - MANIFASTAZIONI SISTEMICHE:
Per assorbimento sistemico: quadro di intossicazione generale fino allo shock.
MECCANISMO DI AZIONE Danni al DNA. Effetti citotossici, citostatici e mutageni, soprattutto su epiteli cambiali (cute, intestino) e apparato emopoietico, per cui la valutazione sull'esposizione viene fatta col passare del tempo. TERAPIA Decontaminazione delle superfici esposte con bicarbonato di sodio o soluzioni saline, detersione meccanica, lavaggio con soluzioni che liberino cloro attivo. Misure in base ai sintomi, trattamento chemio-antibiotico.
AGENTI IRRITANTI Si tratta di agenti che provocano rapida insorgenza di reazioni secretive e vasomotorie localizzate, con evoluzione tendenzialmente benigna e spontaneamente reversibile. Tali effetti sono di entità tale da impedire al soggetto colpito la prosecuzione dell'azione intrapresa. Gli agenti irritanti possono essere; LACRIMOGENI (come il CS ed il CS2); STERNUTATORI (come l'ADAMSITE ed il DA); ORTICANTI (come l'OSSIME). ASSORBIMENTO L'assorbimento si ha per via inalatoria e per contatto. SINTOMATOLOGIA - Per i LACRIMOGENI: bruciore oculare, eritema palpebrale, blefarospasmo (chiusura spastica delle palpebre, provocato da uno spasmo del muscolo orbicolare), intensa lacrimazione, congiuntivite, fotofobia, cecità temporanea.
Bruciore faringeo, sensazione di soffocamento con rischio di edema polmonare. Bruciore nasale con rinorrea ed epistassi. Eritemi e dermatiti bollose. - Per gli STERNUTATORI: bruciore nasofaringeo, scialorrea (aumento della secrezione salivare), rinorrea, tosse, starnuti, nausea e vomito, pansinusite catarrale con cefalea frontale e odontalgia.
Dolore retrosternale e dispnea con edema polmonare.
MECCANISMO DI AZIONE Danni al DNA. Effetti citotossici, citostatici e mutageni, soprattutto su epiteli cambiali (cute, intestino) e apparato emopoietico, per cui la valutazione sull'esposizione viene fatta col passare del tempo. TERAPIA Decontaminazione delle superfici esposte con bicarbonato di sodio o soluzioni saline, detersione meccanica, lavaggio con soluzioni che liberino cloro attivo. Misure in base ai sintomi, trattamento chemio-antibiotico. AGENTI PNEUMOTOSSICI O SOFFOCANTI Colpiscono elettivamente le vie respiratorie. Sono agenti soffocanti: FOSGESE (aeriforme a temperatura ambiente, identificabile sensorialmente per il tipico odore di fieno ammuffito); DI-FOSGENE (liquido a temperatura ambiente ed identificabile sensorialmente per il tipico odore di fieno ammuffito); CLOROPICRINA (oleoso a temperatura ambiente, identificabile sensorialmente per l'odore dolciastro pungente).
ASSORBIMENTO L'assorbimento avviene selettivamente per via respiratoria. SINTOMATOLOGIA - FORME DI MEDIA GRAVITA': la sintomatologia può presentarsi sotto 2 forme: nella prima insorge in due tempi, separata da un periodo di quiescenza con sensazione di soffocamento, bruciore faringeo, tosse spasmodica, dolore retrosternale, vomito. Respiro frequente e superficiale, polso frequente. Sintomatologia ingravescente fino alla fase asfittica ed ispissatio sanguinis. Nella seconda forma la sintomatologia è simile alla precedente con tosse più stizzosa, dolorosa e persistente anche nel periodo di quiescenza.
- FORME GRAVISSIME: morte per inibizione riflessa del centro respiratorio da blocco vagale e per gravissimo Edema Polmonare Acuto (E.P.A.).
MECCANISMO DI AZIONE Distruzione degli epiteli polmonari e bronchiali per perossidazione. Azione lesiva sugli epiteli delle alte, medie e basse vie respiratorie. TERAPIA Riposo assoluto. Trasportare il paziente in posizione semiseduta, per limitare i danni polmonari. Liberare il paziente dagli abiti. AGENTI INCAPACITANTI Si tratta di psicofarmaci che modulano le funzioni psichiche, usati per modificare il comportamento. Gli agenti incapacitanti si distinguono in NEURODEPRIMENTI ANTICOLINERGICI (come il BZ) e NEUROSTIMOLANTI (come LSD). ASSORBIMENTO L'assorbimento dei neurodeprimenti avviene per ingestione mentre quello dei neurostimolanti sia per ingestione che per inalazione. SINTOMATOLOGIA Nelle prime 4 ore dall'assunzione si ha sonnolenza e scadimento dell'attenzione, tachicardia, vertigini, atassia (disturbo neurologico interessante i movimenti che vengono effettuati senza misura o con errori di direzione (atassia dinamica), oppure con alterazioni nella conservazione delle posizioni del tronco e degli arti (atassia statica), vomito, turbe visive, stato confusionale). Tra la 4° e la 12° ora dall'assunzione si ha persistenza di attività motoria, allucinazione e delirio. Tra la 12° e la 48° ora si ha agitazione motoria, allucinazioni e delirio. Dopo circa 48-96 ore vi è il ritorno alla normalità. Ad alte dosi sono presenti tachicardia, sudorazione, ipotermia alle estremità, midriasi, segni di eccitazione psichica, viaggio psichedelico e psicosi tossica acuta di tipo schizofrenico autistico. MECCANISMO DI AZIONE A livello delle terminazioni nervose periferiche questa sostanza interferisce con i recettori colinergici muscarinici. Nel tronco encefalico interferisce con i neurotrasmettitori probabilmente mediante un'attività inibitoria di tipo dopaminergico. TERAPIA Sorveglianza del paziente.
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